venerdì 8 maggio 2009

Dio è un matematico

Non è che sono diventato improvvisamente un teologo né voglio convertire nessuno ad una nuova religione. Ho deciso di scrivere il mio commento sul libro di Mario Livio, appunto dal titolo "Dio è un matematico". Inizio subito a dire che il libro non è un testo di matematica; è più un testo di storia, al confine tra filosofia e scienza. Non è neanche rivolto ai matematici, mi sembra: in oltre 300 pagine non ho trovato nulla di veramente nuovo.
L'autore vuole dare la sua risposta alle domande che, generalmente, un matematico si pone almeno una volta nella vita. La matematica è una scoperta o una invenzione? Perché la matematica spiega il mondo (o almeno la parte fisica del mondo)?
L'autore in realtà non risponde :) Però a pagina 313 leggiamo: "la domanda è mal posta. La nostra matematica è una combinazione di invenzioni e scoperte> dove le invenzioni sono i concetti e le scoperte sono i teoremi che li legano...
Più oltre, a pagina 333 leggiamo ancora: "la matematica è quindi straordinariamente efficace per alcune descrizioni, [...] ma non è in grado di descrivere il nostro universo in tutte le sue dimensioni." In pratica, i concetti della matematica che si usano in fisica non sono stati trovati da qualche parte, ma sono stati inventati apposta, ecco perché funzionano. Per applicare altrettanto bene la matematica alle altre scienze forse dovremo aspettare che qualcuno inventi dei concetti diversi, ossia una nuova matematica.
Alla fine, sono rimasto con l'impressione che il libro non dia nessuna risposta... ma mi è servito come guida per una riflessione personale.

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